Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

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idea Deep Impact: chi e come sopravviverà

Messaggio Da Alaudae il Lun 13 Giu - 18:15:52

Un enorme sasso spaziale, del diametro di diversi chilometri, si sta dirigendo verso il nostro pianeta senza che nessuno se ne possa accorgere.
I tagli ai fondi per il monitoraggio costante degli asteoroidi in possibile rotta di collisione con la Terra non hanno permesso di rilevarlo per tempo, ed approntare una missione per la sua disintegrazione non è materialmente possibile per questioni di tempo.
Non è stato nemmeno possibile modificarne la traiettoria attraverso un "rimorchiatore spaziale", e quell'enorme meteorite rimane inevitabilmente in rotta di collisione con il nostro amato pianeta.


A questo punto, l'unica alternativa rimane quello di prenderselo in pieno, e sperare che alcune delle specie animali, noi compresi, possano sopravvivere all'impatto.

Tutto dipende dalle dimensioni del meteorite e dal punto di impatto. Nel caso impattasse con la superficie terrestre in corrispondenza di Berlino, ed avesse un diametro di un centinaio di metri, potremmo ritenerci fortunati. Le scosse sismiche si avvertirebbero in tutta Europa, ma l'estinzione della razza umana non sarebbe una possibilità.

Se si trattasse invece di un meteorite del diametro di una decina di chilometri, il discorso sarebbe parecchio differente. Ecco il probabile scenario.

Il meteorite si schianta al suolo. Crea un cratere di dimensioni solo immaginabili, sollevando una nube di polveri che si estenderebbe a livello globale, oscurando il Sole per un periodo non inferiore ad un anno, ma è molto più probabile che si parli di anni.
L'oscuramento del sole porterà per prima cosa ad un raffreddamento globale del pianeta, seguito dalla morte delle piante e degli organismi fotosintetici. Morendo le piante, si va a minare la stessa catena alimentare, ed è solo questione di tempo prima che il regno animale faccia la stessa fine, uomo compreso.

Se vogliamo cercare di capire gli effetti che un meteorite può avere impattando sul suolo, ecco uno scenario che si basa su parametri "medi": un meteorite roccioso del diametro di 10 km si schianta sulla Terra ad una velocità di 17 km/s e con un angolo di 45°.

L'impatto avrebbe una potenza di 100 milioni di megatoni, centinaia (o migliaia) di milioni di volte più potente della bomba di Hiroshima
L'asteoide creerebbe un cratere finale di 200 km di diametro
Nel raggio di quasi 2000 km tutto prenderebbe fuoco e verrebbe distrutto dall'onda d'urto, mentre a 4000 km gli effetti sarebbero più "lievi", nel senso che gli alberi verrebbero sradicati e le finestre esploderebbero.
Si scatenerebbero terremoti della durata di settimane o mesi
Il cielo sarebbe oscurato per mesi o anni, con un inverno nucleare che persisterebbe per almeno 3 anni
Piogge acide si abbatterebbero sul mondo intero, rendendo l'acqua imbevibile
Lo strato di ozono verrebbe annientato, rendendo per lo meno rischiosa l'esposizione alle radiazioni solari.
La maggior parte delle specie viventi verrebbe annientata. Per centinaia o migliaia di anni non crescerebbero più piante.

La prima cosa da fare? Andare il più lontano possibile dal luogo in cui è previsto l'impatto. Lo schianto di un meteorite del diametro di qualche chilometro genera una potenza tale che la bomba di Hiroshima sembrerà un mortaretto. Si parla di devastazione pura nel raggio di migliaia di chilometri, e se volete sopravvivere credo sia il caso di evitare di trovarsi vicino a Ground Zero per ammirare l'impatto. Di certo sarà un evento indimenticabile, ma l'ultimo della vostra esistenza.


CIBO E ACQUA
Occorre poi prepararsi al peggio. Sappiamo che parte del regno animale e vegetale, la piccola porzione di vita che sopravviverà all'evento, è destinata al declino nel giro di qualche anno, se non prima. E' quindi necessario fare scorta di sementi per poter ricostruire un abbozzo di civiltà, nella speranza che ci venga data questa possibilità in futuro da un "ritorno" della luce solare. E' anche possibile costruire delle serre e creare delle colture attraverso luce artificiale.
Ma la prima cosa da fare è trovare scorte di cibo. I semi saranno il futuro, ma nel presente avete bisogno di cibo per sopravvivere. Evitate di fare scorte comprando la carne dal macellaio, sarebbe una pessima scelta. Puntate invece su pasta, cibo in scatola, cibo liofilizzato, riso e cereali. Insomma, cibo a lunga conservazione.
L'acqua delle falde, dei fiumi e dei laghi sarà resa imbevibile dalle piogge acide, e sarebbe meglio avere a disposizione dei filtri o depuratori d'acqua, oltre che fare scorta del prezioso liquido in cisterne a tenuta stagna, possibilmente custodite sottoterra in luoghi scarsamente sismici e lontano dalla zona dell' impatto. Forse avrete la fortuna di non vederle esplodere a seguito delle onde sismiche scatenate dall'impatto.
Forse alcuni di voi diventeranno cannibali. Per coloro che hanno intenzione di nutrirsi di carne umana, un avvertimento: l'umanità sarà malata, in declino, afflitta da malattie respiratorie, modifiche genetiche dovute a probabili radiazioni, e molto probabilmente estremamente magra.

SOPRAVVIVENZA
Evitate le ore diurne: i raggi ultravioletti non più schermati dal muro d'ozono che ci protegge potrebbero essere fatali. Uccideranno qualunque forma di vita superficiale, ed anche voi se non state attenti.
Preparate abiti pesanti, visto che andrete incontro ad un inverno nucleare che persisterà per chissà quanto tempo.
Munitevi di torce, batterie, e generatori elettrici. Se volete trascorrere gli anni successivi all'impatto in una caverna, forse è meglio che facciate scorta di tutte le sorgenti luminose disponibili.
Fate incetta di maschere anti-inquinamento, o meglio ancora maschere anti-gas: le polveri sottili emesse nell'aria potrebbero danneggiare irreparabilmente i vostri polmoni.
Se avete intenzione di recarvi su un posto elevato per scampare ai probabilissimi tsunami che si scateneranno dopo l'esplosione, sappiate scegliere per lo meno un posto in cui l'azione geologica è quasi del tutto assente, o finirete sotto una valanga. Forse la soluzione ideale potrebbe essere un altopiano. Stare in quota inoltre vi espone ad una dose maggiore di raggi ultravioletti, per cui, come già detto, evitate di uscire durante il giorno. Anche se la parola "giorno" avrà poco senso, visto che regnerà l'oscurità per via delle nubi di polvere che rimpiranno l'atmosfera.
Se invece preferite rimanere in pianura...beh, affari vostri. Io mi piazzerò su un'altura tale da potermi salvare la vita nel caso di inondazioni. E, siatene certi, di inondazioni ce ne saranno in abbondanza.


ARMI
Avere un'arma può aprire molte porte. Porte di supermercati in cui sono barricate persone nella speranza di sopravvivere, porte di rifugi nucleari privati, porte di edifici che potrebbero rappresentare l'unica speranza di salvezza in un mondo che va verso il declino da inverno nucleare.
Sarebbe da preferire un'arma da fuoco, vista la minaccia che rappresenta per moltissime persone. Meglio ancora un fucile, per avere la possibilità di colpire da lontano e con potenza. Se volete trasformarvi in predoni, un fucile deve essere necessariamente parte del vostro equipaggiamento. Se volete semplicemente sopravvivere, è meglio che abbiate con voi almeno una pistola, visto che molti sceglieranno la strada del predone.
Avere un'arma da fuoco ha anche un altro scopo: nel caso vi sentiste scoraggiati, disperati, non voleste cadere in mano ad un gruppo di mutanti cannibali, è il modo più veloce e relativamente indolore per lasciare questo mondo.

POTERE
Avete un'arma? Siete in una posizione privilegiata rispetto alla moltitudine di persone che dovrà difendersi a mani nude. Avete più di un'arma? Meglio ancora. Sapete usarla? Di bene in meglio. Avete con voi un gruppo di persone che vi hanno eletto loro leader? Avrete la sopravvivenza assicurata.
In una situazione come quella post-impatto, coloro che sopravvivono appartengono principalmente a tre categorie: i "furbi", gli "utili" e i "forti".
I furbi spesso si ritroveranno al comando, riuscendo a sfruttare ogni situazione a proprio vantaggio; i forti, non è il caso di dirlo, saranno in grado di sopravvivere grazie alla propria tempra, e farsi rispettare a suon di pugni; gli utili sono indispensabili per la sopravvivenza di forti e furbi, fino a quando la loro utilità non svanisce. Piazzatevi in una di queste tre categorie, ed avrete buone probabilità di farcela per un certo periodo di tempo.
In una situazione in cui non c'è nulla da mangiare, nulla per scaldarsi, nemmeno un riparo per dormire, il "potere" sarà in mano a chi:
- Possiede una serra o scorte di cibo
- Possiede diverse armi, le sa usare, ed ottiene cibo da chi ha una serra o delle razioni
- Chi è dotato di una fonte energetica, o chi è in grado di farla funzionare o di alimentarla con del combustibile
- Chi possiede (o ha occupato) un ospedale, un supermercato, un magazzino


PSICOLOGIA

Sopravvivere è spesso una questione psicologica. Sono noti molti casi nella letteratura medica di persone che sarebbero dovute morire in seguito a ferite, scarsa alimentazione, situazioni estreme, ma sono sopravvissute per pura forza di volontà.
Il problema è che, nel caso della caduta di un meteorite, non sappiamo quando la situazione finirà. Potrebbe non esserci una fine, e di sicuro non ci sarà un ospedale pronto a curarci una volta che la situazione disperata sarà terminata.
Perseverare è un bene, aggrapparsi alla vita anche, ma sappiate giudicare oggettivamente la situazione. A volte tentare di sopravvivere è solo il prolungamento di un'agonia inutile, soprattutto quando davanti a voi avete anni di carestia totale, piaghe da radiazioni, mancanza d'acqua o predoni cannibali che vi stanno alle costole.
Se vi doveste ritrovare con un solo proiettile, un paio di tramezzini ed una Coca Cola in mezzo ad un deserto in cui la possibilità di incontrare qualcuno da cannibalizzare è pari a zero, vi converrebbe godervi l'ultimo pasto e usare quel proiettile per porre fine alle vostre sofferenze.
Forse le sostanze organiche contenute nel vostro corpo rinsecchito potrebbero aiutare la Terra a risorgere. Sarebbe l'ultima buona azione della vostra vita.


CHI SOPRAVVIVERA'

Ricchi e potenti dotati di un rifugio nucleare a prova di meteora, o chi avrà abbastanza soldi da comprarsi una cabina in un'improbabile Arca.
Soldati.
Chi sa costruire un depuratore d'acqua, chi sa creare una serra, chi è in grado di riparare beni di prima necessità.
Le persone che vi diranno "ve l'avevo detto che c'era una cospirazione!". Loro il bunker ce l'hanno già, costruito nel bel mezzo del Tennessee in un "campo di addestramento ariano".
I cinesi, perchè fanno affidamento sulla statistica: sono più di un sesto della popolazione mondiale.
Alcuni batteri.
Gli astronauti che si trovano sulla Stazione Spaziale Internazionale al momento dell'impatto.

Attendo con impazienza i vostri consigli.
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idea Re: Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

Messaggio Da Marek il Lun 13 Giu - 22:29:04

Perché sopravvivere se dopo non ce niente.....
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idea Re: Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

Messaggio Da Alaudae il Lun 13 Giu - 23:10:13

Marek ha scritto:Perché sopravvivere se dopo non ce niente.....

quant'è che lo dico! (..i vivi invidieranno i morti..) ma l'umanità non si vuole disfare facilmente della propria pelle..


Ultima modifica di Alaudae il Mar 14 Giu - 19:31:40, modificato 1 volta

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idea Re: Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

Messaggio Da FALGORN il Mar 14 Giu - 18:25:21

Io la mia pelle la venderò cara comunque.....

Ovviamente se mi sarà concesso.....

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idea Re: Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

Messaggio Da Alaudae il Mar 14 Giu - 19:30:37

FALGORN ha scritto:Io la mia pelle la venderò cara comunque.....

Ovviamente se mi sarà concesso.....

ovviamente..

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idea Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

Messaggio Da Alaudae il Lun 29 Ago - 16:51:53



Una tempesta solare di dimensioni ciclopiche raggiunge la Terra, colpendone i nodi energetici che diffondono la corrente elettrica in tutto il mondo. Non è uno scenario assurdo, ma potrebbe realmente accadere: è già accaduto in passato, e dato che non abbiamo sufficienti dati per dire che non sia accaduto prima del monitoraggio costante del Sole (e visto che nei secoli scorsi non c'era la rete elettrica capillare come quella di oggi) potrebbe essere molto peggio di quanto abbiamo visto nelle ultime decadi.

Molte reti elettriche infatti non sono schermate contro la radiazione solare: se anche un solo nodo della rete energetica dovesse cadere, potrebbe rappresentare la fine della corrente elettrica per uno o più giorni. Ma se la tempesta solare dovesse mettere fuori uso l'intera rete elettrica mondiale?

Gli effetti che possiamo prevedere sono questi:

- Niente più acqua nelle grandi città. Gli acquedotti di molte città sono infatti costantemente riforniti di acqua da pompe elettriche, che consentono di reggiungere le zone più remote del centro urbano. Senza energia elettrica, queste pompe sarebbero fuori uso, e addio all'acqua corrente.
- Illuminazione. Dite addio all'illuminazione elettrica. Oltre alle luci, se ne andrebbero forni elettrici, frigoriferi, e qualunque altro sistema elettrico noto che attinge energia dalla rete elettrica del Paese. Il problema potrebbe anche essere localizzato non all'interno dello stesso Paese: come accade molto spesso, parte dell'energia elettrica viene fornita da Paesi stranieri; se la tempesta solare dovesse colpirli, molti Stati che dipendono energeticamente da essi vedrebbero l'apporto esterno di elettricità compromesso.
- Niente computer. I computer, nel caso dei laptop, potrebbero continuare a funzionare per poche ore dopo il disastro. Ma dato che i server che compongono la Rete non hanno batterie supplementari, la Rete cesserebbe di esistere fino a quando il guasto non verrà riparato, e potrebbe volerci molto, molto tempo. In realtà, molti provider sono dotati di generatori indipendenti di energia che funzionano a combustibile (gasolio, petrolio, anche carbone in alcuni casi), ma qui nasce un altro problema: come ottenere il combustibile se le pompe di benzina, che funzionano elettricamente, sono fuori uso?
- Niente più auto: vedere problema precedente. Le industrie di estrazione del petrolio subirebbero uno stop, dato che parte delle loro apparecchiature estrattive fanno uso intensivo di elettricità. senza contare gli impianti di raffinazione. Come si fa funzionare un'auto se manca petrolio raffinato? E se anche ci fosse, occorrerebbe utilizzare pompe manuali, il che farebbe di certo crescere il prezzo per la benzina, che sarebbe dipendente non solo dalla mano d'opera del benzinaio (pompate milioni di litri di benzina manualmente e poi mi saprete dire che razza di lavoraccio possa essere), ma anche dal fatto che navi cisterna, treni cisterna e via dicendo sono dipendenti dall'utilizzo di elettricità.
- Niente più guerra elettronica. Le attività di intelligence tramite satelliti sarebbero duramente compromesse: come ci si connette ad un satellite se le strumentazioni elettriche che lo fanno sono fuori uso o prive di alimentazione? Occorre pensare inoltre che un EMP (impulso elettromagnetico) generato da una tempesta solare imponente non solo metterebbe fuori uso i generatori elettrici (che ci frega, abbiamo le pile ed i pannelli solari), ma anche la strumentazione elettronica. Potremmo avere computer fuori uso o con memorie cancellate, radio che non funzionano, televisioni inutilizzabili, server che perdono dati, apparecchiature elettroniche completamente fuori gioco.

Siamo, in sintesi, all'età della pietra. Non proprio, diciamo al periodo in cui il mondo ha iniziato ad industrializzarsi, con il vantaggio però che sappiamo come abbiamo costruito radio, televisioni, computer, ma che senza dati su carta il tempo per ripristinare tutto sarà più lungo di quanto sarebbe se dovessimo ripristinare tutto da un semplice reset generale.

Ma nel frattempo, miliardi di persone senza energia non sarebbero per nulla contente. Vedere che il contenuto del vostro frigorifero si va decomponendo, che le carte di credito sono inutilizzabili, che andare al lavoro divente un'impresa, e che per molti, in ufficio, di lavoro praticamente non ce n'è più (immaginate segretarie costantemente al telefono, uffici che basano la loro vita sui computer, laboratori, banche, la Borsa, e via dicendo), probabilmente scatenerebbe il caos, farebbe perdere molti posti di lavoro, ridurrebbe sul lastrico milioni di persone. La crisi economica degli ultimi anni sarebbe solo una piccola bolla paragonata a questa situazione.

Il problema è quanto durerà il black-out generale: se fosse una situazione della durata di pochi giorni i problemi sarebbero di portata relativamente limitata, anche se i danni ammonterebbero a miliardi di dollari. Ma se la situazione dovesse durare più di due settimane, ed il ripristino della rete elettrica dovesse risultare difficile per via della sostituzione totale di tutti i nodi della rete e del ripristino generale delle centrali energetiche, la cosa potrebbe rivelarsi tragica. Senza corrente elettrica, in molte zone del mondo sarebbe il caos.

Basta solo pensare ad un recente studio in cui si collega l'illuminazione elettrica con la criminalità. E' stato infatti scoperto che l'illuminazione elettrica porta generalmente ad una riduzione dela criminalità, e che l'oscurità invece favorisce l'aumento dei crimini. Se contiamo poi che ognuno di noi si troverebbe in una situazione in cui si perde il lavoro, non si ha cibo nei frigoriferi ed il nostro denaro si trova su conti correnti digitalizzati su computer senza la possibilità di prelevare da un bancomat (e con la possibilità che i nostri conti correnti digitali siano andati in fumo con il resto della tecnologia terrestre), possiamo immaginare le conseguenze.

Cosa fare quindi per districarsi da questo impiccio? Dipende: se la situazione è temporanea, basta aspettare. Non che sia il massimo aspettare al buio, al freddo, senza contanti e senza possibilità di muoversi, ma è l'unica cosa che possiamo fare. Aspettare ed abituarsi a vivere scomodamente per qualche giorno.

Ma se il problema dovesse persistere per settimane, mesi, o addirittura anni? Iniziamo con il tranquillizzarci un po' tutti: sebbene alcuni sostengano che le principali reti elettriche mondiali non siano schermate a dovere per proteggerci da un EMP solare, in realtà avere un black-out totale di tutto il pianeta non è un'eventualità così probabile.
Dipende dall'intensità della tempesta solare, dalla zona che colpisce nel momento in cui raggiunge la Terra, e dalla capacità di risposta delle autorità nel caso di incidente.

Se però ci trovassimo ad affrontare una situazione del genere, n linea di principio valgono i consigli dati per il disastro virale e celeste: sopravvive il più forte, il più scaltro o il più utile; occorre fare "di necessità, virtù" ed adattarsi a vivere come vivevano i nostri antenati: sarà dura, ma è l'unica cosa che possiamo fare; occorre ripristinare al più presto le centrali energetiche, ne va della vita di milioni di persone.

E bisogna tenere presente che potrebbe capitare un'altra tempesta solare in grado di mettere ko la rete elettrica. Ripristinare i nodi elettrici non basta: occorre schermarli a dovere, e prevedere che il disastro possa accadere di nuovo. Ma l'essere umano ha la curiosa capacità di accorgersi di qualcosa solo quando gli piomba addosso in tutta la sua potenza e devastazione, dimostrando una scarsa capacità di prevedere il futuro.
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idea Re: Sopravvivere all'Apocalisse, Anno Zero

Messaggio Da NEMOR il Mar 30 Ago - 18:39:46



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