Hawking e viaggi nel tempo

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dito su Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da Marius il Mar 11 Mag - 3:50:21



Viaggiare nel tempo ha appassionato da sempre grandi e piccoli. Dal mondo della finzione cinematografica a quello delle scienze e della cosmologia, chiunque si è interrogato sulla possibilità dell'esistenza di una "quarta dimensione", in grado di farci spostare non solo su un piano spaziale, ma anche su quello temporale. Nell'ambito di tali dibattiti, si inserisce lo studio del noto cosmologo Stephen Hawking, che ha teorizzato la propria idea del tempo come "dimensione", paragonabile a tutti gli effetti ai concetti legati allo spazio, come lunghezza, altezza e larghezza.

Continuando sulla scia della teoria della relatività di Einstein, Hawking è convinto che vicino alla velocità della luce, potrebbe esserci una sorta di dilatazione del tempo. E come Einstein, sostiene che ci sono luoghi dove il tempo si muove più velocemente e altri dove il tempo si muove più lentamente. Dipende se sono presenti "elementi" che trascina nello spazio, proprio come accade per le rocce che si trovano all'interno di in un fiume, mosse e trascinate dalla corrente.


La Terra stessa si trascina sullo spazio. Ciò significa che il tempo passa lento sulla Terra più di quanto non lo faccia nello spazio. In merito a ciò, Hawking ricorda che la rete satellitare Global Positioning System deve essere regolata nello spazio proprio a causa di questo "inconveniente".

E infine tornano i buchi neri. Da molti considerati come "corridoi" di accesso ad altre dimensioni, i buchi neri, per Hawking, possono essere la chiave per viaggiare nel tempo: "un buco nero ha un effetto drammatico per il tempo, rallentandolo molto più di ogni altra cosa nella galassia. Questo lo rende una macchina del tempo naturale". E ipotizza di viaggiare nei pressi di un buco nero su una navicella: "per il popolo coraggioso a bordo della navicella il tempo sarebbe rallentato, per ogni orbita di 16 minuti, avrebbero solo l'esperienza di otto minuti di tempo".

Questo e molto altro dalle parole di Hawking a Discovery News: "Scendendo al livello della più piccola delle scala, più piccola addirittura delle molecole e degli atomi più piccoli, si arriva a un luogo chiamato 'schiuma quantistica', al limite del conoscibile". E sarebbe proprio questo il luogo dove si viaggia nel tempo, all'interno di minuscole gallerie e scorciatoie attraverso lo spazio e il tempo".

Tali gallerie del tempo sono troppo piccole per le persone, ma Hawking ritiene che un giorno ciò potrebbe avvenire. Sogni o realtà?
Autore dell'articolo Francesca Mancuso
Fonte e sito web http://www.nextme.it/scienza/universo/501-hawking-crede-nella-possibilita-di-viaggiare-nel-tempo

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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da cristian il Mer 12 Mag - 12:57:02

Alaudae ha scritto:bel problema davvero! e di difficile argomentazione anche!
comunque, a voler essere pignoli, se il passato è "passato", perche dovrebbe esistere ed essere perciò visitabile? lo stesso valga per il futuro, che viene creato giorno per giorno e che perciò non è quantificabile nella sua interezza in un punto preciso dello spaziotempo: altrimenti noi qui che ci stiamo a fare se è già tutto preordinato? i pupazzi? squallide comparse di un'atroce commedia?



concordo in pieno
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dito su Creazione? inevitabile anche senza Dio

Messaggio Da Alaudae il Ven 3 Set - 9:13:47


(ANSA) - LONDRA, 2 SET - La creazione dell'universo si puo' spiegare anche senza l'intervento di Dio, come dimostrato dalle ultime scoperte scientifiche. Lo sostiene lo scienziato britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro 'The Grand Design', di cui il Times pubblica alcuni brani. La creazione dell'universo, scrive Hawking, e' stata semplicemente una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica: 'Poiche' esistono leggi come quella della gravita' l'universo puo' essere stato creato dal nulla'.

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dito su Hawking e la Creazione senza Dio

Messaggio Da Alaudae il Mar 7 Set - 9:08:31


Non c’è bisogno di un Dio creatore dell’universo. Basta un sussulto della forza di gravità a generare tutto ciò che osserviamo. Lo dice Stephen Hawking, il più famoso degli astrofisici, già titolare della cattedra che fu di Newton. E’ la tesi del suo ultimo libro, The grand design, il grandioso progetto, in uscita il 9 settembre.

Un’opinione che non farebbe tanto scalpore se non contraddicesse ciò che Hawking sostenne 22 anni fa in un altro libro divulgativo, Breve storia del tempo, e soprattutto se non fossimo alla vigilia di una visita di papa Benedetto XVI nel Regno Unito. Da mezzo secolo paralizzato su una carrozzina, costretto a comunicare per mezzo di un sintetizzatore vocale, protagonista dei rotocalchi quando nel 1995 lasciò la moglie madre di tre suoi figli per «fuggire» con l’infermiera Elaine Mason che lo assisteva, Hawking riflette da tempo non solo sulle leggi che regolano l’universo ma anche sulla possibilità (o necessità?) che all’origine di tutto l’esistente ci sia un Dio.

In ciò segue le orme di Einstein, che nella seconda metà della sua vita andò alla vana ricerca di una teoria capace di spiegare ogni aspetto dell’universo e almeno un paio di volte fece riferimento a Dio: prima per mettere in crisi la meccanica quantistica e il suo intrinseco probabilismo («Dio non gioca a dadi»), poi per domandarsi «quanto fu ampia la libertà di scelta di Dio nella costruzione dell’universo», interrogativo in sé provocatoriamente contraddittorio: un Dio condizionato da leggi fisiche sarebbe un dio dimezzato.

Nel 1998, in sette lezioni sul futuro della scienza tenute a Cambridge, Hawking espose quella che all’epoca sembrava la migliore approssimazione di una «Teoria del Tutto». Nelle battute finali riformulava a modo suo la domanda di Einstein: «La teoria unificata ha una forza tale da determinare la sua propria esistenza? O ha invece bisogno di un creatore?». Trascorsi dodici anni, quello che allora era un dubbio è diventato certezza: la Teoria del Tutto c’è, ed è autosufficiente, dunque Dio non serve.

Per la fisica classica l’universo era infinito ed eterno. Due prerogative di Dio. Già questo era un problema, e come tale lo avvertì proprio Newton, che dedicò alla teologia, non alla fisica, la maggior parte dei suoi studi. Verso il 1930 l’astronomo Edwin Hubble scoprì che l’universo si espande come se tutto fosse partito da una primordiale esplosione di energia che ha poi generato le stelle e le galassie in fuga. Dunque l’universo ha un inizio, non è sempre esistito. E’ la teoria del Big Bang, che in qualche modo fu anticipata da un religioso belga, padre George Lemaitre, parlando dell’esplosione di un «atomo primordiale».

Un po’ per questa matrice religiosa, un po’ perché il Big Bang sembrava una forma di «creazione» conciliabile con il racconto della Bibbia, negli Anni 50 la Chiesa cattolica, tramite papa Pacelli, si espresse a favore di questa teoria. Il Big Bang, in fondo, non escludeva che un Dio creatore avesse, per così dire, acceso la miccia. Semmai era più difficile spiegare l’universo eterno e infinito di Newton.

Nel 1964 il Big Bang ebbe una prova sperimentale decisiva con la scoperta della radiazione cosmica «fossile», cioè il calore residuo lasciato dall’esplosione originaria. Nei decenni successivi teorie fisiche più generali sono riuscite a spiegare in modo quasi completo il mondo subatomico e l’universo nel suo insieme. Oggi la migliore offerta degli scienziati è la M-Teoria, che comprende in sé la teoria della supergravità e quella delle stringhe. Hawking, dopo iniziali perplessità, ha sposato la M-Teoria. Torna dunque il problema: necessità o superfluità di Dio? Se, come suggerisce Hawking, la teoria è autosufficiente, di un creatore non c’è più bisogno.

Quando Laplace presentò il suo Trattato di meccanica celeste a Napoleone Bonaparte, l’imperatore osservò: «Signor Laplace, mi hanno detto che in quest’opera sull’Universo il Creatore non è citato neppure una volta». «Sire, non ho bisogno di questa ipotesi», fu la risposta di Laplace. Entrambi erano di parola pronta. «È una bella ipotesi, che spiega molte cose», ribatté Napoleone. E Laplace: «Certo, spiega tutto. Ma non permette di predire niente».
http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/315262/

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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da cristian il Gio 9 Set - 6:41:25

sara' che non avevo dubbi che dio non esistesse ma questo signore ha prorpio ragione !!
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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da italvr il Lun 29 Ago - 21:51:54

la destra resta sempre la destra... ma dipende dal punto di vista.
quindi probabilmente il tuo futuro.. è secondo i tuoi occhi

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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da Alaudae il Lun 29 Ago - 22:23:15

italvr ha scritto:la destra resta sempre la destra... ma dipende dal punto di vista.
quindi probabilmente il tuo futuro.. è secondo i tuoi occhi

non so se ti riferisci a me perchè se il futuro dipendesse dai miei occhi sarebbe un po' diverso
lo stesso valga per il passato: siamo qui per subire i capricci di un Ente Superiore o Enti Superiori non molto ben disposti verso di noi. del resto, chi può dire....un giorno tutti, nessuno escluso, sapremo se c'è un destino maligno o se quel destino maligno ce lo siamo creati noi con le nostre mani (beata illusione ad uso e consumo dei più fortunati...)

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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da NEMOR il Mar 30 Ago - 18:52:13

Se si potesse viaggiare nel tempo sarebbero spiegate molte cose......

Dagli alieni ... (semplicemente uomini del futuro) che non interagiscono con noi (semplicemente perche' non possono -ipotizzando 1 corrente temporale immutabile- .... o non vogliono -se si e' tra quelli che credono alla possibilita' di + universi paralleli-.)

a Dio .... 1 uomo che potesse fare avanti e indietro nel tempo apparirebbe agli altri ETERNO e ONNISCENTE.... (guarda caso 1 paio delle qualita' che contraddistinguono le Divinita')
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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da Alaudae il Sab 1 Ott - 18:47:31

Stephen Hawking: The Grand Design


ALLA immortale domanda, il mondo ha bisogno di un creatore? Esiste in qualche modo un principio primo divino che ha creato tutto quello che ci circonda? Risponde nuovamente il professor Stephen Hawking, forse l’astrofisico più conosciuto del mondo, erede della prestigiosa cattedra di Newton a Cambridge. La sua risposta è un inderogabile “No”.



In un nuovo libro che esce in questi giorni, l’autore del best-seller internazionale “Dal Big Bang ai buchi neri” sostiene, sulla base di nuove teorie, che “l’universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente” e dunque “non è stato Dio a crearlo”. La sua risposta poche settimane fa ha occupato l’intera prima pagina del Times di Londra, rinnovando l’infinita sfida tra scienza e fede. “Così come Darwin ha smentito l’esistenza di Dio con la sua teoria sull’evoluzione biologica della nostra specie”, commenta Richard Dawkins, biologo difensore dell’ateismo, “adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica”.



Nel suo libro più famoso, l’astrofisico aveva cercato di spiegare che cosa accadeva “prima” del Big Bang, ossia prima che nascesse il tempo, lasciando il quesito irrisolto. Il capitolo conclusivo conteneva un ragionamento che alcuni interpretarono come l’idea che Dio non fosse incompatibile con una comprensione scientifica dell’universo: scoprire cosa c’era prima Big Bang, arrivare a una “completa teoria” dell’universo – scriveva Hawking – “sarebbe il più grande trionfo della ragione umana, perché a quel punto conosceremmo la mente di Dio”. Ora invece Hawking abbandona definitivamente la convinzione di Sir Isaac Newton e altri scienziati cristiani che l’universo deve essere stato creato da Dio perché non avrebbe potuto nascere dal caos.



Nella sua nuova opera, intitolata The Grand Design (Il grande disegno o progetto) e scritta insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, lo scienziato offre la risposta: anziché essere un evento improbabile, spiegabile soltanto con un intervento divino, il Big Bang fu “una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica”. Scrive Hawking: “Poiché esiste una legge come la gravità, l’universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l’universo, per cui esistiamo noi”. Nel libro, lo studioso predice inoltre che la fisica è vicina a formulare “una teoria del tutto”, una serie di equazioni che possono interamente spiegare le proprietà della natura, riunendo insieme le quattro forze fondamentali: elettromagnetica, gravità, forza debole, forza forte. «La M-theory è la teoria unificata che Einstein sperava di trovare, – afferma lo scienziato. – Il fatto che gli esseri umani, che sono collezioni di particelle fondamentali, sono arrivati così vicini a comprendere le leggi che governano noi e il nostro universo è un grande trionfo»



E’ tuttavia la sua asserzione che Dio non ha creato l’universo, e dunque non esiste, a suscitare eco e polemiche. “Se uno ha fede”, osserva il professor George Ellis, docente di matematica applicata alla University of Cape Town, “continuerà a credere che sia stato Dio a creare la Terra, l’Universo o perlomeno ad accendere la luce, a innescare il meccanismo che ha messo tutto in moto, prima del Big Bang o del presunto nulla che lo ha preceduto”. Ma il campo dell’ateismo accoglie la pubblicazione del libro di Hawking come una vittoria della ragione e della scienza, da celebrare a due settimane dalla visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI. Nel nuovo libro, l’astrofisico rivela che il riferimento alla “mente di Dio” nel suo precedente volume sul Big Bang era stato male interpretato. Hawking non ha mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili. “C’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento”, conclude. “E la scienza vincerà perché funziona”.
link
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ecco qui l'articolo su Hawking postato oggi (chi l'ha postato mi scusi) ma mentre riunivo gli argomenti, esistevano infatti due topic sullo stesso tema, non so come mai, i post di oggi sono....spariti! della qual cosa mi scuso con tutti.

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dito su Hawking: Non fù Dio a creare l'universo

Messaggio Da Alaudae il Sab 1 Ott - 19:27:16


L'universo ha bisogno di un Creatore? "No". La perentoria risposta arriva dal professor Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo, considerato da molti l'erede di Newton, del quale ha per così dire ereditato la prestigiosa cattedra all'università di Cambridge.


L'universo ha bisogno di un Creatore? "No". La perentoria risposta arriva dal professor Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo, considerato da molti l'erede di Newton, del quale ha per così dire ereditato la prestigiosa cattedra all'università di Cambridge. In un nuovo libro che esce in questi giorni, l'autore del best-seller internazionale Dal Big Bang ai buchi neri sostiene, sulla base di nuove teorie, che "l'universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente" e dunque "non è stato Dio a crearlo". La sua affermazione occupava ieri tutta la prima pagina del Times di Londra, come una sfida, l'ennesima, della scienza alla religione. "Così come Darwin ha smentito l'esistenza di Dio con la sua teoria sull'evoluzione biologica della nostra specie", commenta Richard Dawkins, biologo difensore dell'ateismo, "adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica". Nel suo libro più famoso, l'astrofisico aveva cercato di spiegare che cosa accadeva "prima" del Big Bang, ossia prima che nascesse il tempo, lasciando il quesito irrisolto. Il capitolo conclusivo conteneva un ragionamento che alcuni interpretarono come l'idea che Dio non fosse incompatibile con una comprensione scientifica dell'universo: scoprire cosa c'era prima Big Bang, arrivare a una "completa teoria" dell'universo - scriveva Hawking - "sarebbe il più grande trionfo della ragione umana, perché a quel punto conosceremmo la mente di Dio".


Ma nella sua nuova opera, intitolata The Grand Design (Il grande disegno o progetto) e scritta insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, lo scienziato offre la risposta: anziché essere un evento improbabile, spiegabile soltanto con un intervento divino, il Big Bang fu "una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica". Scrive Hawking: "Poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi". Nel libro, lo studioso predice inoltre che la fisica è vicina a formulare "una teoria del tutto", una serie di equazioni che possono interamente spiegare le proprietà della natura, la scoperta considerata il Santo Graal della fisica dai tempi di Einstein.


E' tuttavia la sua asserzione che Dio non ha creato l'universo, e dunque non esiste, a suscitare eco e polemiche. "Se uno ha fede", osserva il professor George Ellis, docente di matematica applicata alla University of Cape Town, "continuerà a credere che sia stato Dio a creare la Terra, l'Universo o perlomeno ad accendere la luce, a innescare il meccanismo che ha messo tutto in moto, prima del Big Bang o del presunto nulla che lo ha preceduto". Ma il campo dell'ateismo accoglie la pubblicazione del libro di Hawking come una vittoria della ragione e della scienza, da celebrare a due settimane dalla visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI, che non sarà per niente d'accordo con Hawking.

Nel nuovo libro, l'astrofisico rivela che il riferimento alla "mente di Dio" nel suo precedente volume sul Big Bang era stato male interpretato. Hawking non ha mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili. "C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento", conclude. "E la scienza vincerà perché funziona"

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(anche questo articolo faceva parte della serie "sparita")

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dito su Re: Hawking e viaggi nel tempo

Messaggio Da monkeydimi il Sab 1 Ott - 21:59:11

mmm dunque, il ragionamento di Hawking non quadra, tenterò di spiegarmi, la questione e molto complicata da esprimere a parole, ma ci provo.

PREMESSA: sono ateo, e non credo in Dio
cosa cera prima del big bang? di certo non "il nulla" partiamo con analizzare questo concetto, per descrivere il nulla dobbiamo immaginare un qualcosa che non esiste, ma che non esiste ora, che non è mai asistito prima e non esisterà mai. Il nulla non esiste ed è un qualcosa che può essere identificato come l' unica possibilità non "possibile/inesistente"
Fino a quà ci siamo? bene allora detto questo è facile comprendere che siccome il nulla non esiste, qualcosa è sempre esistito, per comprendere cosa intendo dobbiamo fare un passo indietro, prima del big beng non esisteva lo spazio, non essendoci lo spazio non esisteva neanche il tempo, non esistendo lo spazio ed il tempo non poteva esistere neanche la materia ( o energia) che per esistere deve essere contenuta all' interno di uno spazio... non esisteva neanche il nulla perchè il nulla non esiste. Detto questo rimane però una sola cosa possibile la piu difficile da spiegare, togliamo l' asse del tempo, togliamo l' asse dello spazio e togliamo l'asse della materia/energia rimane esattamente il contrario di quello che si puo intendere il nulla, rimane l' esistere cioè un qualcosa che non ha tempo,spazio,energia ma che "é" questo asse che chiamerò per comodità "cosienza" non si avvicina minimamente al concetto di Dio, infatti esso viene rappresentato come una "entità" che crea a destra e a sinistra, plasma l' uomo a sua immagine e somiglianza ecc ecc, questo passaggio arriva dopo, la cosienza invecie non fa proprio nulla tranne un qualcosa che è il concetto di "essere" "esistere" "è"

la cosa piu difficile da spiegare è che praticamente l' universo è il concetto di "esistenza" "essere" concetto che per potersi spiegare ha preso forma ossia spazio tempo ed energia e da li ecco il big bang.

il dio cristiano è una storpiatura, non spiega nulla, non è possibile poter spiegare l' esistenza di dio come principio di tutto, un dio intelligente non puo essere sempre esistito è impossibile, chi lo ha creato? e chi a creato il dio che ha creato dio? è come il cane che si morde la coda che continua a girare all' infinito. semmai quello che i cristiani chiamano dio è un tipo di essere vivente (alieno) che ci ha creati per i suoi scopi, dipinto come non tanto buono nell antico testamento, poi trasformato in essere di amore soltanto successivamente per altri sporchi scopi della chiesa. Ma questa è un altra storia.........

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Messaggio Da Alaudae il Dom 2 Ott - 16:48:56

LA MATEMATICA NEGA DIO

È possibile dare prova dell'inesistenza dell'inesistente? Apparentemente no; se io volessi farvi credere che gli asini volano, forse un giorno, grazie a manipolazioni genetiche ciò potrebbe realizzarsi facendogli crescere grosse ali, ma l'asino esiste se purtuttavia non ha le ali, ma è comunque una realtà tangibile su cui si può operare. Ma come fare a dimostrare l'inesistenza di qualcosa che nessuno ha mai visto e su cui si chiede un atto di fede?
Noi sappiamo che 13,7 miliardi di anni orsono esplose il Big-Bang, quindi se creazione ci fu da lì iniziò. Ma prima di essa il tempo esistenziale di Dio volgeva all'infinito non essendo mai stato creato perchè sempre esistito. Ipotizziamo allora che un uomo generi un figlio all'età di 30 anni, quando ne avrà 40 e suo figlio 10 il tempo esistenziale del figlio occuperà un quarto di quello del padre. Ora se noi vogliamo vedere quanto occupa il tempo della creazione rispetto al tempo esistenziale di Dio, ponendo y come i 13,7 miliardi dall'inizio della creazione (c) ad oggi, ed x come il tempo di Dio prima della creazione che è infinito, abbiamo:

Rapporto tra l'inizio dei tempi e il tempo di Dio
il risultato tende a zero, cioè 0,000 .... una serie infinita di zeri prima di toccare il punto c della creazione che rimane solo virtuale e non esplicabile da parte di un Dio che esiste da sempre. Annullando il Dio-creatore e ritornando alla legge di Lavoisier dove nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

PAPA BONIFACIO VIII (1235-1303)

Io do importanza alla vita di un altro quanto ne posso dare a un fagiolo. Gli uomini hanno un'anima del tutto uguale a quella delle bestie. Il vangelo insegna più menzogne che verità: il parto di una vergine è assurdo; l'incarnazione del figlio di Dio è ridicola; il dogma della transustanziazione è una pazzia. Le quantità di denaro che la favola di Cristo ha apportato ai preti è incalcolabile. Le religioni sono state inventate dagli ambiziosi per ingannare gli uomini. Gli ecclesiastici non possono comunicare con il popolo perchè la loro fede e la loro credenza non è la stessa. L'abbandonarsi ai piaceri sessuali con una bambina o con un ragazzo è un atto da considerarsi privo di peccato come stropicciarsi le due mani insieme. Il nostro solo scopo è quello di vendere nelle chiese tutto ciò che gli idioti vogliono. Queste parole pronunciate da papa Bonifacio VIII sono state riportate dallo studioso e storico Jean Villani nella sua opera "Cronaca" scritta durante il Giubileo a Roma nel 1300.

PAPA LEONE X (1513-1521)

Dichiarò al Cardinal Bembo: "Tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri più stretti seguaci".

PAPA PAOLO III (1534-1549)

Dichiarazione a Mendoza, ambasciatore di Spagna al Vaticano: "Cristo non è altri che il sole adorato dalla setta mitraica e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto forma di montone e agnello. La sua incarnazione e resurrezione sono riprese da Mitra, così come l'adorazione dei re Magi. Mitra e Gesù sono la stessa persona, non esiste nessun documento storico valido per sostenere l'esistenza di Cristo e la mia convinzione è che non è mai esistito.

CELSO: Filosofo del II secolo dal libro "Il Vero Discorso"

Colui al quale avete dato il nome di Gesù in realtà non era che il Capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo le magie ed i trucchi esoterici.

MA ALLORA CHI ERA GESÙ?

Iniziamo il nostro percorso a ritroso nel tempo partendo da 75000 a.c. quando esplode un super vulcano in Indonesia dove si trova attualmente il Lago Toba. Le ceneri laviche ed il diossido di zolfo si sparsero in tutto il globo oscurando il sole e generando un'era glaciale che portò l'uomo sull'orlo dell'estinzione con soli 1000/2000 superstiti su 70 milioni di individui che abitavano la Terra. Questi videro il sole oscurarsi, la Terra che non generava più cibo ed i loro cari (figli e/o genitori) morire per fame, non prima di aver combattuto cruenti battaglie per racimolare il poco cibo a disposizione. Questi superstiti per evitare il ripetersi di questo infausto evento, iniziarono ad adorare il sole affinchè non si oscurasse più e la Terra affinchè continuasse a produrre cibo ed a fare offerte ai primi due dei. Cercarono insomma di "rendere vive" queste due entità affinchè continuassero a tenere in vita l'uomo. Questo inizio di prima forma di religione, stimola la creatività dell'uomo che comincia a fare graffiti nelle grotte e inizia a preconizzare che possa esserci un'altra vita dopo la morte vedendo i suoi cari defunti in sogno. Dopo centinaia di migliaia di anni di stasi, inizia l'ultima fase evolutiva intellettiva dell'uomo. Dall'Africa orientale, i sopravvissuti ripopolarono i continenti, come ci hanno dimostrato i genetisti del "Genographic Project" attraverso la mutazione del cromosoma y; nel frattempo entrano in gioco due figure nuove, gli stregoni e gli sciamani, mediatori con gli dei che eliminano i rischi inerenti alle battute di caccia con armi primitive rimanendo a pregare gli dei affinchè nessuno rimanga ferito o ucciso. Ma quando qualcuno del gruppo rimane ucciso durante le battute di caccia o raccolta, cosa dire a chi gli rimprovera il fatto mettendo il dubbio l'esistenza degli Dei? Ecco l'escamotage: il peccato.
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Messaggio Da monkeydimi il Dom 2 Ott - 18:55:22

È possibile dare prova dell'inesistenza dell'inesistente? assolutamente si! supponiamo che ogni atomo, ogni particella, ogni cosa che esiste (comprese le idee, i concetti, insomma le cose astratte) tutto cio che esiste dandogli un valore numerico, anche lo "0" è un valore numerico, il non esistere è apunto inesistente non ha nessun valore numerico, l' equazione sopra riportata è sbagliatatissima, infatti non è possibile dire che qualcosa che ha innescato la creazione dell universo ha tempo infinito, casomai è proprio il contrario, il tempo non ce l' ha proprio, dire infinito è sbagliato, come puo esistere il concetto di "tempo infinito" prima della creazione del tempo stesso? è semplice da capire, esistono 3 assi +1, tre assi sono virtuali ( modificabili: spazio, tempo, energia) + 1 ( reale non modificabile, esistente, unica realtà possibile al di fuori degli altri 3)
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Messaggio Da Alaudae il Dom 2 Ott - 20:41:21

si insomma...dopo tutto dice "apparentemente no" e comunque su questo argomento così complesso io perlomeno sento il bisogno di avere un colloquio "di persona": non vorrei che scrivessimo pagine intere per poi scoprire che stiamo dicendo la stessa cosa... a parte il fatto che io ho riportato brani di articoli e tu il tuo pensiero per il quale mi complimento

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Messaggio Da monkeydimi il Dom 2 Ott - 21:14:37

si hai ragione ^^ è molto difficile esprimere a parole una idea archetipica che risiede come concetto nella mente.... faccio uno schema:

una persona ha una intuizione, l' intuizione è uno stato mentale immaginario, Per condividere questa intuizione con un altra persona devo convertirla in fonemi (scritto o parlati) a sua volta la persona che ascolta/legge deva fare il processo inverso, convertire il fonema in immagine mentale. il risultato ottenuto è un qualcosa di simile all originale, quindi differente... capire cosa sia l' universo, perchè esiste ecc ecc sono le domande che mi affascinano maggiormente, non sono un matematico, ne un fisico,sono una persona qualunque che ha delle intuizioni e le analizza razionalmente, detto questo ti ringrazio per il complimento, ho molte altre teorie da esporre riguardanti il tempo e la propriocezione della realtà, se ne verrà l' occasione tenterò di condividerle con voi, magari con delle intuizioni da parte di altri, si potrebbero migliorare sicuramente
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